Psicologia Infantile: genitori e figli

La psicologia Infantile, nella totalità degli approcci che la compongono, è concorde nell’affermare che con la nascita dei figli la famiglia cambia radicalmente in ognuno dei suoi componenti ed in ognuna delle sue relazioni. La relazione, nel momento in cui un bambino nasce, diventa proprio l’elemento centrale dei suoi processi di sviluppo. Un esempio; un neonato piange perché ha fame. Se la mamma risponde in modo adeguato, il bimbo si sentirà protetto e rassicurato, iniziando a costruire la modalità della sua relazione con le figure di riferimento (mamma, papà, nonni ecc.).

Psicologia Infantile e relazioni

Al bambino conviene attaccarsi alle figure adulte di riferimento; senza di loro non può sopravvivere. L’attaccamento è una relazione reciproca in cui il genitore interagisce e attiva/risponde in modo più o meno adeguato al figlio. Attraverso questo circuito relazionale, il bambino costruisce il suo primo modello del mondo (il giusto e lo sbagliato, a chi dare fiducia, ciò che è da considerarsi pericoloso, ecc.). In realtà il bambino vede il mondo con gli occhi della madre, il vero è quello che gli viene trasmesso dai genitori.
Psicologia Infantile e comportamenti genitoriali

Semplificando e generalizzando possiamo individuare due tipologie di risposte comportamentali:

  1. Se la risposta è adeguata alla richiesta, il bimbo si sentirà rassicurato e risponderà di conseguenza (sorridente, curioso di scoprire cosa gli sta intorno). Questo comportamento del bambino influenzerà la madre che, vista la risposta positiva del figlio, continuerà ad attivare questo modo di rapportarsi, innescando un circuito positivo.
  2. Se la risposta genitoriale non è adeguata, il bambino mostrerà paura ed angoscia. La mamma/il padre, vedendo questi sentimenti nel figlio, comprenderà che ciò che ha fatto non va bene e potrà decidere di cambiare modo di agire, ripristinando uno stile sano. Viceversa, se i genitori, nel tempo, continuano a rispondere in modo inadeguato, nel bambino nascerà un atteggiamento difensivo ed insicuro rispetto al mondo esterno, che si trascinerà per il resto della vita.

La Psicologia Infantile sostiene che non è una risposta sbagliata che crea un bambino insicuro, ma il ripetersi di un circolo di risposte inadeguate nella primissima infanzia (0/3 anni). Jonh Bowlby (“Attaccamento e perdita”, 2000), individua tre tipologie di attaccamento, che sono il risultato di queste precoci relazioni genitori/bambino:

  • Attaccamento Sicuro;
  • Attaccamento Insicuro/evitante;
  • Attaccamento Insicuro/resistente.

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